Italia – «Fate quello che vi dirà»: il congedo delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana, tra gratitudine, impegno e vino nuovo

(ANS – Torino) – Con un clima carico di emozione, gratitudine e responsabilità condivisa si è svolto, nella mattinata di domenica 18 gennaio 2026, il momento conclusivo delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana, vissute a Torino-Valdocco. Un evento che ha raccolto in sé la sintesi di quattro giorni intensi di ascolto, preghiera, confronto e comunione, seguiti in presenza e a distanza da una platea vastissima: oltre 18.200 persone collegate in diretta streaming, alle quali si sono aggiunti numerosi gruppi riuniti in oratori, comunità e opere salesiane nel mondo.

Fin dalle prime battute, il tono dell’incontro è stato quello della gratitudine corale. I presentatori hanno voluto ringraziare con calore i traduttori e i tecnici, il cui servizio ha reso possibile una partecipazione realmente globale, così come l’équipe organizzativa, che ha accompagnato e sostenuto l’intero percorso delle Giornate. Un ringraziamento che è diventato applauso condiviso, consapevoli che dietro l’evento visibile c’è un lavoro silenzioso e competente che rende possibile la comunione.

Accanto alla riconoscenza, è emerso con forza anche il senso di responsabilità: quanto vissuto non è destinato a rimanere un ricordo, ma a trasformarsi in vita concreta, nelle famiglie, nel lavoro, nelle comunità educative e pastorali, specialmente a servizio dei giovani. Da qui l’invito a “portare fuori” ciò che è stato ascoltato e pregato, perché diventi azione e testimonianza.

Il Manifesto delle Giornate: una sintesi condivisa

Cuore simbolico del momento conclusivo è stata la presentazione e lettura del Manifesto finale, frutto del lavoro dell’équipe e del Segretariato, pensato come strumento di memoria e di rilancio per tutta la Famiglia Salesiana. Un testo che raccoglie e restituisce il cammino vissuto alla luce della Strenna 2026, ispirata al brano evangelico delle nozze di Cana.

Nel segno compiuto da Gesù a Cana, i partecipanti hanno riconosciuto un’icona viva della missione salesiana: accompagnare la vita, custodire la gioia, credere che Dio continua a operare il suo miracolo nel quotidiano. Il Manifesto ha ripercorso i quattro verbi proposti dal Rettor Maggiore – guardare, ascoltare, scegliere, agire – come itinerario spirituale e apostolico per l’anno.

Guardare con gli occhi attenti di Maria, per riconoscere Cana in ogni luogo della missione; 
ascoltare con il cuore, ponendo Cristo al centro e coltivando una spiritualità autentica;
scegliere con determinazione la strada del servizio, anche davanti alle “giare vuote”;
agire con fede, offrendo il vino nuovo del Vangelo attraverso esperienze coraggiose e condivise.

Il testo si è concluso con un invito a ripartire da Valdocco con cuori colmi della bellezza di questi giorni, accompagnati da Gesù e Maria, per trasformare il mondo con il vino buono del Vangelo.

Uno sguardo che si allarga: famiglia, missione, futuro

Il momento conclusivo è stato anche occasione per presentare volti e storie che incarnano la ricchezza della Famiglia Salesiana: la nomina di Luis Eugenio Vargas Isasa come animatore spirituale dell’ADMA Primaria e Mondiale; l’annuncio delle Giornate di Spiritualità 2027, che si terranno dal 21 al 24 gennaio; la comunicazione delle risorse disponibili online per continuare il cammino durante l’anno.

Particolarmente significativo è stato l’annuncio del X Congresso Mondiale di Maria Ausiliatrice, che si svolgerà dal 9 al 12 febbraio 2028 a Manila, nelle Filippine, per la prima volta nel continente asiatico. Un invito rivolto a tutta la Famiglia Salesiana, accolto con entusiasmo e affidato alla protezione di Maria con la preghiera dell’Ave Maria.

Commovente anche il saluto della Famiglia Salesiana del Pakistan, che ha voluto esprimere la propria vicinanza e gratitudine al Rettor Maggiore con un gesto semplice e profondamente simbolico, ricordando la testimonianza del Servo di Dio Akash Bashir e la crescita della presenza salesiana in contesti di grande difficoltà.

Le parole finali del Rettor Maggiore: una consegna per il cammino

Il vertice del momento conclusivo è stato l’intervento finale del Rettor Maggiore, don Fabio Attard, accolto da un lungo applauso. Nelle sue parole, dense e paterne, ha innanzitutto rinnovato il ringraziamento all’équipe e ai partecipanti, come confratello e come Rettor Maggiore, sottolineando il valore sempre positivo di queste Giornate. Ha poi rivolto un pensiero speciale a quanti hanno seguito l’evento attraverso i media, ricordando come le Giornate diventino una risorsa permanente per la formazione e la vita spirituale lungo tutto l’anno.

Riferendosi al Manifesto e alla Strenna, don Fabio ha ribadito la scelta pedagogica e carismatica dei quattro verbi, pensati per accompagnare tutti i gruppi della Famiglia Salesiana in un cammino di lectio divina e discernimento continuo, perché la Parola possa offrirci sempre “vino nuovo”.

Riprendendo uno ad uno i verbi, il Rettor Maggiore li ha arricchiti di una consegna precisa:

  • Guardare con empatia, senza filtri e senza giudizi, come Maria e come i servi di Cana, capaci di cogliere la realtà e la sua urgenza.
  • Ascoltare formandoci, non in modo cerebrale, ma con il cuore di Cristo, sulla lunghezza d’onda del Vangelo e del carisma di Don Bosco, in un tempo di profondo cambiamento d’epoca.
  • Scegliere generosamente, non per volontarismo, ma come risposta alla bellezza e alla bontà divine che abbiamo incontrato e che ci trasformano.
  • Agire con fede, vissuta come relazione viva, architettura dell’esistenza, respiro quotidiano che orienta ogni scelta.

Un richiamo forte a non cadere in atteggiamenti difensivi o in un vittimismo sterile, ma a vivere il carisma salesiano come creatività evangelica, capace di leggere le sfide come opportunità.

Concludendo, don Fabio ha affidato tutto a Maria Ausiliatrice, invitando l’assemblea alla preghiera e al canto finale a Don Bosco, segno di una gioia condivisa e di una missione che continua.

Le Giornate si sono così congedate, non come un punto di arrivo, ma come una ripartenza, con la consapevolezza che il vino buono ricevuto chiede ora di essere portato, versato e condiviso nella vita quotidiana di tutta la Famiglia Salesiana.

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